domenica 25 novembre 2012

La noia del pre-qualcosa di interessante

Buona domenica!
Sono giorni che volevo scrivere questo articolo per parlare un po' di roba random e di altre cose meno random, poi si è fatta sentire la noia, la roba si è ammassata e ho aspettato il momento propizio per fare tutto. Ovvero adesso. Questa settimana non è stata particolarmente interessante sotto tutti i punti di vista: niente fumetti, niente gioconi nuovi degni di nota, niente libri, niente film, niente di niente. Fortuna che, a salvarmi, giovedì sera sono arrivati i saldi autunnali di Steam, ovvero la cosa che più fa piangere il mio portafoglio in svariati periodi dell'anno! Fantastico, indicibile, pensavo in un primo momento. Poi ho visto le merdose offerte del primo giorno (salvo rarissime eccezioni), e mi sono ricreduto. Le offerte flash, bene o male, hanno fatto ugualmente pena, e nei giorni successivi non ho visto nulla di interessante. O almeno, nulla di interessante con quello sconto, sennò di roba epica ce ne sarebbe stata a manate! Sembra quasi che steam, nei saldi del 2012, abbia deciso di mettere roba caccosa e inutile che non troppi compreranno, salvo i soliti uber-giochi del calibro di Borderlands 2 (scontato del 50%, quindi costa 25 euro, not bad) o The Walking Dead. Io questi saldi li boccio totalmente, di tutte le offerte che hanno fatto le uniche buone andavano a riempire un solo giorno di saldi, se messe bene. E invece....

lunedì 19 novembre 2012

Flashpoint: salvare tua madre fa male all'universo

Ma che bel titolo.
La Lion ha ristampato, in un volumone cartonato brossurato pieno di bozzetti preparatori e curiosità inutili di cui pure i fan farebbero a meno, flashpoint, ovvero l'evento dc dell'anno scorso che ha dato il via al reboot dell'intero universo narrativo della casa americana. Perchè decido di parlarne ora? Semplice: perchè l'ho letto solo ora in questa edizione. Non ho mai nascosto la mia ignoranza riguardo questo crossover (avevo affermato di non averlo mai letto qualche articolo fa, nel dubbio andatelo a cercare): sapevo solamente, grosso modo, cos'era successo. Flash fa un bordello che sputtana il tempo, è l'unico a ricordarsi di com'era il mondo prima dello sconvolgimento, deve mettere tutto a posto. Ce la fa, ma questo è ovvio, altrimenti non staremo leggendo per l'ennesima volta il primo incontro tra Superman e Brainiac 1.0 (a proposito: Superman numero 7 è uno degli spillati più belli che io abbia mai letto in vita mia. Giuro).

lunedì 12 novembre 2012

Poteva venire meglio: the omega effect

Inconcludente. In questo modo, potrei riassumere The omega effect, crossover riguardante Punisher, Devil e Spiderman, senza che nessuno se ne possa lamentare. Perché è solo questo: inconcludente.
Partiamo dal principio: come siamo arrivati a questo? Beh, diciamo che Devil ci prepara fin dal primo numero, in cui inizia una saga utile unicamente ad introdurre il discorso del "siamo avvocati che addestrano i cittadini a difendersi da soli". In questo modo, Matt finirà per aiutare un ragazzo cieco licenziato senza motivo, per poi scoprire che, dietro al suo insensato licenziamento, si cela in realtà un intrigo che coinvolge cinque delle potenze criminali più grandi del mondo (tra cui Hydra, HAMMER e Spettro Nero).

mercoledì 7 novembre 2012

Tempo di punizione! no aspetta.

Cioè, ma quanto sono simpatico a dare quel titolo? Eh? No?
Oh, tristezza.
Stasera, preso dalla noia più nera, ho deciso di ritornare a parlare di un personaggio in particolare dei fumetti: Frank Castle. Esatto, stasera parlo del Punitore.
Premessa: io sono un fan sfegatato del Punisher, comprerei qualsiasi merdata con il suo nome sopra (coff coff...Punisher noir....), ma non ho assolutamente letto tutto ciò che lo riguarda.

lunedì 5 novembre 2012

Sclero del lunedì.

Mi fa girare il cazzo una cosa: troppa gente che ha un blog, tipo ragazzine di sedici anni in calore o brufolosi dodicenni allupati, passano il tempo a dire "oggi mi sono ficcato un dito in culo e poi l'ho annusato". Cioè. Io 'na vorta parlavo di me e delle menate che mi succedevano, ma credo che all'epoca dei famigerati "blog di emmeesseenne" lo facessero tutti. Quindi. Sto avendo una delle mie tipiche rageate, regolari come il ciclo. Hanno tolto How I Met Your Mother da italia 2 al pomeriggio quando torno a casa (stronzi), non mi hanno rinnovato Star Wars sebbene siano circa 24 ore che ho fatto l'ordine su paypal (dio vi fulmini figli di puttana) e non mi hanno ancora risposto su un altro gioco online per riscattare un cazzo di codice. Di merda, aggiungerei. Zero fumetti nuovi da leggere, zero voglia di studiare. Zero. Non Renato, e nemmeno il cane di Jack. Ah, e nemmeno lo zero comico, per i poveri disgraziati che sanno di che videogioco io stia parlando.
Uno di quei momenti in cui ti guardi e pensi "e adesso?".

domenica 28 ottobre 2012

Justice League, con tipo sei mesi di ritardo.

Devo essere onesto: mi sono mangiato le mani per mesi pensando a quando potevo prendere il primo numero della Justice e non l'ho fatto. Davvero. Sarà che con i New 52 tutte le storie DC sembrano più fighe di quanto non siano mai state (ovviamente è un'esagerazione, ma credo si capisca), quindi il gruppo comprendente i più grandi eroi della terra (no, non i vendicatori) emana un'energia incredibile, capace di attrarmi terribilmente. Tra l'altro, sono l'unico tra quelli che conosco ad avere apprezzato tutte e tre le storie, incluso Hawkman. Ah, prima di iniziare devo dire una cosa: il sesto numero di Superman è molto bello, con una storia di Action Comics che interessa e una conclusione del primo ciclo di Superman degna di essere letta. Chiude il tutto Supergirl, che intrattiene a dovere.
Ora, finalmente....è tempo di parlare della Justice League.
Premessa: la Justice League è il supergruppo che comprende gli eroi più famosi della DC, scelta editoriale che all'epoca fece vendere un fottio di copie e che costrinse la Marvel a rispondere con un altro supergruppo, i Vendicatori. Esatto, i Vendicatori: immagino che ormai ogni Marvel Movies Fag sappia chi siano i Vendicatori, per colpa (o per merito?) del film uscito quest'anno.
Dicevo.

giovedì 25 ottobre 2012

Recensione: Luke Cage Noir, conclusione di tutto

Nebbia.
Lentamente, un uomo avanza nell'oscurità. Il suo passo è costante. Ogni volta che il piede tocca terra, una pozzanghera trema. Pure se lui è a Torino e la pozzanghera a New York, ma qui entra tipo in gioco la teoria del caos e a nessuno importa quindi lasciamperderecheèmegliook.
Un mese. Un mese intero di attesa per questo "Luke Cage Noir", volume conclusivo della Marvel Noir, sia da noi che in America. Su internet non ci sono recensioni, opinioni o roba varia: sembra quasi che nessuno se lo sia cagato. Per questo motivo ci tengo a fare bene questa recensione, nei limiti dell'umanità e dello spoiler divino: per poter dire qualcosa totalmente privo di influenze esterne. Non ho letto articoli su questo fumetto, non conosco nessuno che l'abbia letto. Sono solo io contro di lui.
Iniziamo.
Luke Cage è un eroe di colore della Marvel, il primo ad avere avuto una testata sua, facendo guadagnare alla casa delle idee una buona fetta di pubblico in cerca di un eroe con cui identificarsi totalmente.
Ad essere onesti, quando penso a lui non posso non pensare anche a Daniel Rand, ovvero Pugno d'acciaio, in quanto in coppia formano "gli eroi in vendita". Semplicemente, si fanno pagare per fare azioni eroiche.
Il mio dubbio iniziale riguardo a questo fumetto, era principalmente come avrebbero reso i poteri di Luke. Mi  spiego meglio: il suo potere è avere la pelle invulnerabile e una super-forza in grado di competere con altri eroi, sebbene non raggiunga i livelli di Hulk o della Cosa. Da questo punto di vista, la storia rende bene il tutto: Luke picchia la gente, non è potentissimo ma picchia comunque come un treno, e la sua pelle invulnerabile è, come al solito, resa tramite un piccolo giochetto di trama sullo stile degli X-men. Fin qui, quindi, tutto bene.
La storia: Luke esce di prigione dopo dieci anni. Incastrato per aver picchiato un poliziotto (POLIZIA CORROTTA HA FATTO BENE HUE HUE), trova una Harlem totalmente diversa da come l'aveva lasciata, in balia dei malviventi e degli spacciatori. Inoltre, sarà ingaggiato da un tipo bianco (specifico perchè un uomo bianco in quartiere di colore, dice la storia, a quei tempi era stranerrimo) che gli chiederà di trovare l'assassino di sua moglie. Devo essere onesto: dopo aver letto tutti i noir, la storia non mi ha impressionato particolarmente per colpi di scena o complessità. Lineare, si lascia leggere senza troppe incomprensioni e alla fine spiega tutto (a parte un errore assurdo, tipo che in una scena il cadavere di una donna è nudo e in un flashback riguardante la stessa scena è bello che vestito), a differenza di molti noir che lasciavano interrogativi apertissimi e, temo, senza spiegazione fino alla fine dei tempi (coff coff....Wolverine....).
I disegni sono buoni, sebbene mi ricordino un po' troppo quelli di Punisher Noir (che, ricordo, mi  aveva abbastanza deluso da quel punto di vista), i colori sono ben utilizzati (la scena in cui scoppia una cisterna d'acqua mi ha colpito particolarmente per l'utilizzo del blu e del nero, non so come mai) e i dialoghi sono interessanti, senza risultare eccessivamente pesanti (di nuovo: X-men Noir).
Quello su cui vorrei soffermarmi, è il finale. Il finale, cazzo. Il finale si dilunga in un discorso sull'importanza delle leggende, sulla figura degli eroi nell'immaginario collettivo, e su ciò che Luke vuole rappresentare per gli abitanti di Harlem: un simbolo di riscatto. Davvero, in quest'ultima parte ho sentito echi sia di "V per vendetta" che di Devil: "V" per quanto riguarda il concetto di "le idee sono a prova di proiettile", Devil per il ruolo da eroe di quartiere che il Power Man (ndr: il nome con cui si faceva chiamare Cage) rappresenta.
Romantico. Questo finale, con i suoi riferimenti e il suo messaggio, è romantico. Si ricorda con piacere, con commozione. Ispira per la purezza che rappresenta, per le verità che trasmette. Ah, specifico: non è il primo a dire queste cose, eh, però non me lo aspettavo da un "What if?" di questo tipo.
Mano sul cuore, è da leggere. Il canto del cigno del progetto Noir non poteva essere più bello e rappresentativo, sebbene affidato a un personaggio tutto sommato secondario.
Stranamente, sono riuscito a dire tutto ciò che volevo dire, concludendo definitivamente il discorso su questa serie, sulla quale ho già espresso un parere generale.
Nei prossimi articoli, in teoria parlerò del secondo numero di "Pantera Nera: l'uomo senza paura" e dei primi sei numeri della Justice League, memoria permettendo. 
Grazie di avere letto fin qui, un saluto a tutti!
Excelsior!